24/02/2025
Southwark - Londra: altre due auto elettriche in fiamme
Quello che il giornalismo - Radical Chic - non dice, ve lo voglio dire e articolare io in prima persona:
questo problema - oggi - sulle auto prodotte e in circolazione - Non è Risolvibile - e sfuggirà al controllo. M.V.
Aggiungo... e poi non vi tedierò oltremodo, che, la prima causa scatenante dell'esplosione del pacco batterie, è la distanza micrometrica tra i poli positivi e negativi dei moduli, i quali, al fine di ottimizzare potenza ed autonomia alle auto, sono sempre più fitti e sofisticati.
Il litio, come tutti i metalli, si muove espandendosi e ritirandosi. Ciò nelle auto elettriche accade in modo perpetuo, causa cicli di utilizzo e ricarica che si susseguono senza fine. La stabilità dei moduli è appesa al filo delle perfezione. Le labili distanze tra i poli, protette da film isolanti molto resistenti - in laboratorio - ma a quanto pare non in attività, cedono generando un corto circuito ad effetto domino, dannatamente potente. L'esplosione diventa inevitabile.
"Ricordate quando ritirarono gli smartphone a cui esplodeva la batteria in aereo? Il motivo era la mancanza di agio e spazio al vano della batteria, la quale stretta dalla sua stessa dilatazione esplodeva.
Le ragioni delle frequenti esplosioni delle batterie dei veicoli elettrici a cui stiamo malauguratamemte assistendo, sono legate a:
- sbalzi di tensione delle nostre vecchie reti elettriche a cui stanno chiedendo troppo
- alle ore di punta nella richiesta di energia
- alle batterie caricate la notte con un caricatore orginale e stabilizzato (quindi progettato per muovere le batterie il meno possibile) per poi essere caricate in ufficio da correnti lente e dal basso amperaggio, che scaldano i moduli senza effettivamente ricaricarli.
"Esattamente come accade quando mettiamo in moto un'auto con la batteria scarica, usando cavi di soccorso troppo piccoli per il collegamento tra la batteria carica e quella scarica. La corrente scalda i cavi di soccorso ma la corrente non passa all'altra batteria, provocando fumo e senza avviare il motore in panne".
- I tentativi ostentati da parte degli utenti, di vedere 100% sul monitor e/o per comodità, lasciare l'auto sotto tensione anche quando non serve. Tesla, che per prima è stata vittima di questo problema, sta abbassando la percentuale di ricarica mediante i software di aggiornamento, monitorando le personali attività degli utenti e quindi, abbastando drasticamente l'autonomia dell'auto.
Tutto questo sta passando mano a mano a tutte le altre case costruttrici.
Allo stato dei fatti, l'unico empirico tentativo per arginare il problema, riconoscouti i limiti della tecnologia ora diaponibile, è caricare i moduli in modo rapido, al massimo al 70% delle loro capacità, con caricatori originali e raccomandati (chiaramente a monte ci deve essere un'ottima rete).
Chi acquista un'auto elettrica oggi, non è che un topo da laboratorio, su cui fare esperimenti per migliorare il servizio ai topi che verranno.
Dopo questo mattone, scritto al tavolo di un Burger King a caso, vi abbraccio e vi saluto
In attesa di una reale alternativa all'auto elettrica, davvero - green - e magari collaudata prima della sua distribuzione: evviva le auto a pistoni!
Wroooommmm!
Mauro Valli
..e nel frattempo a Southwark le due auto elettriche hanno creato fumo pesante per ore, danni ingenti, paura e devastazione 😡