17/10/2026
AMATRICE. LATTE CONSEGNATO PER MESI SENZA RICEVERE IL PAGAMENTO: CARABINIERI DENUNCIANO PER TRUFFA E INSOLVENZA FRAUDOLENTA I RESPONSABILI DI UNA COOPERATIVA
I Carabinieri della Stazione di Amatrice hanno deferito in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria due rappresentanti di una cooperativa agricola, per i reati di truffa e insolvenza fraudolenta.
Per mesi avrebbero continuato a ritirare il latte dagli allevatori del comprensorio di Amatrice, sollecitando ulteriori consegne e rassicurando i produttori sul futuro pagamento delle forniture, nonostante la situazione economico-finanziaria della cooperativa fosse già gravemente compromessa.
L'attività investigativa è scaturita dalle denunce presentate da alcuni allevatori, i quali hanno segnalato di aver continuato a consegnare il proprio prodotto senza tuttavia ricevere il rispettivo pagamento. Nello specifico, tra il settembre 2025 e il gennaio 2026, tre aziende agricole amatriciane avrebbero conferito latte per un valore complessivo di circa 250.000 euro (oltre agli interessi maturati), somma mai corrisposta.
Gli approfondimenti svolti dai militari hanno consentito di delineare le presunte responsabilità del legale rappresentante pro tempore della cooperativa, un 60enne originario della provincia di Teramo, e di un agente di commercio di 56 anni, originario della provincia di Pescara. Secondo gli elementi raccolti, i due avrebbero proseguito nell'acquisto della materia prima e sollecitato nuove consegne anche a fronte delle diffuse difficoltà economiche della cooperativa, fornendo contestualmente garanzie e rassicurazioni, poi rivelatesi false, sul saldo degli importi dovuti.
Un elemento ritenuto particolarmente significativo dagli investigatori riguarda la posizione del legale rappresentante: anch'egli produttore di latte che avrebbe interrotto già dall'ottobre 2025 il conferimento del proprio prodotto alla cooperativa, pur continuando a ricoprire la carica sociale ed a prelevare latte dagli altri allevatori allo scopo di non interrompere le consegne. Tale condotta è stata valutata sintomatica della piena consapevolezza dello stato in cui versava la società.
Gli allevatori interessati dal raggiro, confidando nella bontà dei rapporti commerciali e nelle garanzie ricevute, hanno continuato a sostenere i costi di produzione e a consegnare il latte, fino a quando, di fronte al definitivo protrarsi del mancato pagamento, si sono rivolti ai Carabinieri.
L'indagine dei militari della Stazione di Amatrice, tesa a tutelare la dignità lavorativa delle imprese agricole del territorio e del loro patrimonio, ha consentito di fare luce su una vicenda che ha colpito duramente il comparto zootecnico e lattiero-caseario locale.
AMATRICE. LATTE CONSEGNATO PER MESI SENZA RICEVERE IL PAGAMENTO: CARABINIERI DENUNCIANO PER TRUFFA E INSOLVENZA FRAUDOLENTA I RESPONSABILI DI UNA COOPERATIVA
I Carabinieri della Stazione di Amatrice hanno deferito in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria due rappresentanti di una cooperativa agricola, per i reati di truffa e insolvenza fraudolenta.
Per mesi avrebbero continuato a ritirare il latte dagli allevatori del comprensorio di Amatrice, sollecitando ulteriori consegne e rassicurando i produttori sul futuro pagamento delle forniture, nonostante la situazione economico-finanziaria della cooperativa fosse già gravemente compromessa.
L'attività investigativa è scaturita dalle denunce presentate da alcuni allevatori, i quali hanno segnalato di aver continuato a consegnare il proprio prodotto senza tuttavia ricevere il rispettivo pagamento. Nello specifico, tra il settembre 2025 e il gennaio 2026, tre aziende agricole amatriciane avrebbero conferito latte per un valore complessivo di circa 250.000 euro (oltre agli interessi maturati), somma mai corrisposta.
Gli approfondimenti svolti dai militari hanno consentito di delineare le presunte responsabilità del legale rappresentante pro tempore della cooperativa, un 60enne originario della provincia di Teramo, e di un agente di commercio di 56 anni, originario della provincia di Pescara. Secondo gli elementi raccolti, i due avrebbero proseguito nell'acquisto della materia prima e sollecitato nuove consegne anche a fronte delle diffuse difficoltà economiche della cooperativa, fornendo contestualmente garanzie e rassicurazioni, poi rivelatesi false, sul saldo degli importi dovuti.
Un elemento ritenuto particolarmente significativo dagli investigatori riguarda la posizione del legale rappresentante: anch'egli produttore di latte che avrebbe interrotto già dall'ottobre 2025 il conferimento del proprio prodotto alla cooperativa, pur continuando a ricoprire la carica sociale ed a prelevare latte dagli altri allevatori allo scopo di non interrompere le consegne. Tale condotta è stata valutata sintomatica della piena consapevolezza dello stato in cui versava la società.
Gli allevatori interessati dal raggiro, confidando nella bontà dei rapporti commerciali e nelle garanzie ricevute, hanno continuato a sostenere i costi di produzione e a consegnare il latte, fino a quando, di fronte al definitivo protrarsi del mancato pagamento, si sono rivolti ai Carabinieri.
L'indagine dei militari della Stazione di Amatrice, tesa a tutelare la dignità lavorativa delle imprese agricole del territorio e del loro patrimonio, ha consentito di fare luce su una vicenda che ha colpito duramente il comparto zootecnico e lattiero-caseario locale. istagram
14 ott 2026
Ecco la versione per Instagram:
AMATRICE: CONSEGNANO LATTE PER MESI SENZA ESSERE PAGATI, 250MILA EURO DI TRUFFA
Truffa da 250 mila euro ai danni degli allevatori amatriciani.
Per mesi una cooperativa ha continuato a ritirare il latte rassicurando i produttori sul pagamento, nonostante i conti fossero già in rosso.
Tre aziende agricole di Amatrice, tra settembre 2025 e gennaio 2026, hanno consegnato latte per un valore di circa 250.000 euro, senza mai vedere un euro.
I Carabinieri della Stazione di Amatrice hanno denunciato il legale rappresentante della cooperativa, 60enne del teramano, e un agente di commercio 56enne del pescarese, per truffa e insolvenza fraudolenta.
Il dettaglio che inchioda il legale rappresentante: anche lui produttore di latte, aveva già smesso di conferire il suo prodotto da ottobre 2025, ma continuava a ritirare quello degli altri.
Gli allevatori, fidandosi delle rassicurazioni, hanno continuato a sostenere i costi di produzione finché non si sono rivolti ai Carabinieri.
CASTEL S. ANGELO. TENTATA TRUFFA DEL FALSO APPARTENENTE
ALLE FORZE DELL’ORDINE: I CARABINIERI ARRESTANO DUE
PERSONE.
Nella mattinata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Cittaducale hanno
tratto in arresto un uomo ed una donna ritenuti responsabili di tentata truffa
aggravata in concorso ai danni di un’anziana.
L’operazione si è svolta nel comune di Castel S. Angelo, dove risiede la
vittima della tentata truffa. L’anziana signora è stata contattata
telefonicamente da una donna presentatasi quale ispettrice di polizia che, con
tono perentorio, chiedeva alla stessa di raccogliere tutti i gioielli in suo
possesso e riporli su un asciugamano, per tenerli disposizione di un “perito
della polizia” che sarebbe passato presso la sua abitazione a visionarli,
poiché potevano essere riconducibili ad una rapina avvenuta a Roma.
La segnalazione al numero unico di emergenza 112 da parte di una vicina
di casa della vittima, che aveva sentito la stessa chiedere aiuto dopo aver
ricevuto le telefonate sospette, permetteva il tempestivo intervento dei
Carabinieri che, giunti immediatamente sul posto, prima che la truffa venisse
portata a compimento, riuscivano ad individuare l’autrice del raggiro.
Quest’ultima giunta in prossimità dell’abitazione della persona offesa, dopo
aver controllato la situazione si allontanava velocemente dal luogo e
telefonava al complice dicendogli: “amore l’affare è fallito”. Tale frase attirava
l’attenzione dei militari intervenuti che seguivano la suddetta al fine di
individuare anche eventuali altri autori della truffa.
L’intuizione dei militari si rivelava puntuale, poiché la donna saliva a bordo di
un’autovettura, una Toyota Yaris di colore nero, guidata da un complice nel
tentativo di darsi alla fuga. Il mezzo veniva prontamente bloccato dai
Carabinieri e la successiva perquisizione consentiva di acquisire elementi
inconfutabili circa il loro coinvolgimento nella tentata truffa. Pertanto, al
termine degli accertamenti, la coppia, proveniente dalla Sicilia, è stata tratta
in arresto in flagranza di reato a disposizione della Procura della Repubblica
di Rieti.
Tale episodio testimonia ancora una volta il costante impegno quotidiano dei
Carabinieri del Comando Provinciale di Rieti nella prevenzione e nel
contrasto alle truffe agli anziani. L& #39;Arma rinnova l& #39;invito ai cittadini alla
massima prudenza, ricordando che nessun Carabiniere o appartenente
alle Forze dell& #39;Ordine richiede mai la consegna di denaro, gioielli o
oggetti di valore. In presenza di telefonate o visite sospette, si raccomanda
di interrompere immediatamente la conversazione e di contattare senza
esitazione il Numero Unico di Emergenza 112. ERRORI
15 ott 2026
CASTEL SANT'ANGELO. TENTATA TRUFFA DEL FALSO APPARTENENTE ALLE FORZE DELL'ORDINE: I CARABINIERI ARRESTANO DUE PERSONE.
Nella mattinata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Cittaducale hanno tratto in arresto un uomo ed una donna ritenuti responsabili di tentata truffa aggravata in concorso ai danni di un'anziana.
L'operazione si è svolta nel comune di Castel Sant'Angelo, dove risiede la vittima della tentata truffa. L'anziana signora è stata contattata telefonicamente da una donna presentatasi quale ispettrice di polizia che, con tono perentorio, chiedeva alla stessa di raccogliere tutti i gioielli in suo possesso e riporli su un asciugamano, per tenerli a disposizione di un "perito della polizia" che sarebbe passato presso la sua abitazione a visionarli, poiché potevano essere riconducibili ad una rapina avvenuta a Roma.
La segnalazione al numero unico di emergenza 112 da parte di una vicina di casa della vittima, che aveva sentito la stessa chiedere aiuto dopo aver ricevuto le telefonate sospette, permetteva il tempestivo intervento dei Carabinieri che, giunti immediatamente sul posto, prima che la truffa venisse portata a compimento, riuscivano ad individuare l'autrice del raggiro.
Quest'ultima, giunta in prossimità dell'abitazione della persona offesa, dopo aver controllato la situazione si allontanava velocemente dal luogo e telefonava al complice dicendogli: "amore l'affare è fallito". Tale frase attirava l'attenzione dei militari intervenuti che seguivano la suddetta al fine di individuare anche eventuali altri autori della truffa.
L'intuizione dei militari si rivelava puntuale, poiché la donna saliva a bordo di un'autovettura, una Toyota Yaris di colore nero, guidata da un complice nel tentativo di darsi alla fuga. Il mezzo veniva prontamente bloccato dai Carabinieri e la successiva perquisizione consentiva di acquisire elementi inconfutabili circa il loro coinvolgimento nella tentata truffa. Pertanto, al termine degli accertamenti, la coppia, proveniente dalla Sicilia, è stata tratta in arresto in flagranza di reato a disposizione della Procura della Repubblica di Rieti.
Tale episodio testimonia ancora una volta il costante impegno quotidiano dei Carabinieri del Comando Provinciale di Rieti nella prevenzione e nel contrasto alle truffe agli anziani. L'Arma rinnova l'invito ai cittadini alla massima prudenza, ricordando che nessun Carabiniere o appartenente alle Forze dell'Ordine richiede mai la consegna di denaro, gioielli o oggetti di valore. In presenza di telefonate o visite sospette, si raccomanda di interrompere immediatamente la conversazione e di contattare senza esitazione il Numero Unico di Emergenza 112.
ANCHE PER ISTAGRAM
15 ott 2026
Ecco per Instagram:
CASTEL SANT'ANGELO: TENTANO DI TRUFFARE ANZIANA CON FINTA POLIZIOTTA, ARRESTATI
Tentata truffa del finto appartenente alle Forze dell'Ordine sventata a Castel Sant'Angelo.
Una anziana viene chiamata al telefono da una donna che si finge ispettrice di polizia: "Metta tutti i gioielli su un asciugamano, deve arrivare un perito della polizia a controllarli, provengono da una rapina a Roma".
L'anziana chiede aiuto. Una vicina sente tutto e chiama il 112.
I Carabinieri della Compagnia di Cittaducale arrivano subito e piazzano la zona. La truffatrice arriva sotto casa della vittima, controlla la situazione, capisce che è saltato tutto e scappa telefonando al complice: "Amore l'affare è fallito".
I militari la seguono. Sale su una Toyota Yaris nera guidata dal complice e tentano la fuga. Bloccati.
A bordo prove inconfutabili del tentativo di truffa. Coppia proveniente dalla Sicilia, arrestata in flagranza per tentata truffa aggravata in concorso.
I Carabinieri ricordano: NESSUN appartenente alle Forze dell'Ordine chiederà mai denaro, gioielli o oggetti di valore a casa. Se ricevete telefonate sospette, riattaccate e chiamate subito il 112.
CARABINIERI: SMASCHERATA TRUFFA INFORMATICA AD AMATRICE.
UN SMS DA 1,30 EURO COSTA QUASI 1.500 EURO ALLA VITTIMA.
DENUNCIATI DUE CITTADINI CINESI
Un messaggio fraudolento sul telefono cellulare, una richiesta di pagamento
di appena 1,30 euro per lo sdoganamento di una presunta spedizione e
l& #39;amara scoperta di transazioni bancarie non autorizzate per un valore
complessivo di quasi 1.500 euro. È questo l& #39;epilogo di un& #39;articolata attività
d& #39;indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Amatrice, che ha
portato alla denuncia in stato di libertà di due soggetti, ritenuti responsabili del
reato di frode informatica.
L& #39;attività investigativa ha preso le mosse dalla querela sporta da un giovane
del luogo, che dopo aver ricevuto un SMS apparentemente riconducibile a un
corriere espresso e finalizzato al completamento di una procedura di
consegna mediante un esiguo esborso economico, si è accorto solo in un
secondo momento, analizzando l& #39;estratto conto, di essere rimasto vittima di
due prelievi illeciti per un importo complessivo di 1.500,00 euro.
Gli immediati accertamenti tecnici e riscontri investigativi avviati dai militari
dell& #39;Arma hanno consentito di identificare i presunti autori della frode: due
uomini di origine cinese. Gli approfondimenti patrimoniali hanno permesso di
accertare che le somme illecitamente sottratte sono state impiegate per il
saldo di utenze idriche e tributi locali (TARI) intestati ai truffatori.
Al termine degli accertamenti di rito, i due uomini sono stati deferiti all& #39;Autorità
Giudiziaria per l& #39;ipotesi di reato di cui all& #39;articolo 640-ter del Codice Penale
(frode informatica).
L& #39;episodio in questione ripropone con forza l& #39;allarme legato a una tipologia di
truffa telematica purtroppo diffusa, basata sull& #39;invio di SMS truffaldini
(smishing) che simulano comunicazioni di operatori postali o società di
spedizione. Sfruttando la leva psicologica di importi apparentemente irrisori, i
malintenzionati inducono la vittima a inserire le proprie credenziali bancarie.
Nel rinnovare l& #39;invito a mantenere costanti livelli di attenzione, i Carabinieri
raccomandano di non cliccare mai su link sospetti contenuti in SMS o e-
mail, di evitare di inserire dati sensibili o bancari su portali di cui non si è
verificata l& #39;autenticità e di fare sempre riferimento esclusivamente ai canali di
comunicazione ufficiali degli operatori interessati. errori
Oggi
CARABINIERI: SMASCHERATA TRUFFA INFORMATICA AD AMATRICE. UN SMS DA 1,30 EURO COSTA QUASI 1.500 EURO ALLA VITTIMA. DENUNCIATI DUE CITTADINI CINESI
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Un messaggio fraudolento sul telefono cellulare, una richiesta di pagamento di appena 1,30 euro per lo sdoganamento di una presunta spedizione e l'amara scoperta di transazioni bancarie non autorizzate per un valore complessivo di quasi 1.500 euro. È questo l'epilogo di un'articolata attività d'indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Amatrice, che ha portato alla denuncia in stato di libertà di due soggetti, ritenuti responsabili del reato di frode informatica.
L'attività investigativa ha preso le mosse dalla querela sporta da un giovane del luogo, che dopo aver ricevuto un SMS apparentemente riconducibile a un corriere espresso e finalizzato al completamento di una procedura di consegna mediante un esiguo esborso economico, si è accorto solo in un secondo momento, analizzando l'estratto conto, di essere rimasto vittima di due prelievi illeciti per un importo complessivo di 1.500,00 euro.
Gli immediati accertamenti tecnici e riscontri investigativi avviati dai militari dell'Arma hanno consentito di identificare i presunti autori della frode: due uomini di origine cinese. Gli approfondimenti patrimoniali hanno permesso di accertare che le somme illecitamente sottratte sono state impiegate per il saldo di utenze idriche e tributi locali (TARI) intestati ai truffatori.
Al termine degli accertamenti di rito, i due uomini sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria per l'ipotesi di reato di cui all'articolo 640-ter del Codice Penale (frode informatica).
L'episodio in questione ripropone con forza l'allarme legato a una tipologia di truffa telematica purtroppo diffusa, basata sull'invio di SMS truffaldini (smishing) che simulano comunicazioni di operatori postali o società di spedizione. Sfruttando la leva psicologica di importi apparentemente irrisori, i malintenzionati inducono la vittima a inserire le proprie credenziali bancarie.
Nel rinnovare l'invito a mantenere costanti livelli di attenzione, i Carabinieri raccomandano di non cliccare mai su link sospetti contenuti in SMS o e-mail, di evitare di inserire dati sensibili o bancari su portali di cui non si è verificata l'autenticità e di fare sempre riferimento esclusivamente ai canali di comunicazione ufficiali degli operatori interessati.